23 Luglio 2024

Benvenuti nel BLOG di Vincenzo

Il blog realizzato mattoncino su mattoncino…!


Il colosso del commercio online di Amazon, per quanto possa risultare comodo per migliaia di utenti (in vista soprattutto delle condizioni attuali di emergenza che ci costringono a trascorrere le nostre giornate presso le proprie abitazioni), non è definibile del tutto “GREEN” in quanto corrieri e postini che sembrano essere i nostri angeli salvatori, per spostarsi dal quartier generale di Amazon alle nostre case, necessitano di carburante, o almeno questa è la scelta che si avvicina di più agli interessi di guadagno dei più grandi trust dell’economia. Ma Amazon afferma di aver iniziato ad aprirsi all’impatto ambientale che la propria attività ha sul pianeta, annunciando che per il 2030 metà delle sue spedizioni saranno a zero emissioni grazie all’attuazione del progetto chiamato “Shipment Zero” e di cui si sa ancora poco. Infatti, la multinazionale online di Amazon è stata sempre parsimoniosa nello svelare questo tipo di dati, ma in base a quanto possiamo dedurre, in quest’ultimo periodo, sono cresciute sempre di più le pressioni esterne che a quanto pare hanno dato forza a quelle interne, visto che diversi dipendenti di Amazon hanno usato “indirettamente” il potere delle loro azioni in borsa per affrontare la problematica del cambiamento climatico.

Scout, il robottino autonomo, ECO-FRIENDLY sperimentato da Amazon

Ed è per questo che parleremo di Energia Eco-Sostenibile, grazie alla quale un giorno arriveremo all’optimum del risparmio delle sostanze di scarto della combustione di carburante fossile auguratamente sostituito con alternative che ristabiliscano l’equilibrio fra l’uomo e la natura.

“Per fonti di energia intendiamo tutto ciò che, con opportuni procedimenti tecnici, può produrre energia”

e nel caso si trattino di fonti di energia rinnovabili o alternative ci si riferisce a quelle che vengono continuamente rinnovate e che quindi sono praticamente inesauribili. L’energia solare diretta e indiretta, l’energia gravitazionale della Luna (maree), l’energia geotermica e quella delle biomasse sono tutte forme di energia provenienti da fonti rinnovabili, che possono continuare a fornire energia fino a quando esisteranno la Terra e il Sole.

Tra i svariati tipi di energia notiamo L’ENERGIA IDRICA; L’ENERGIA MAREOMOTRICE (Nel 1966 è stata costruita una centrale mareomotrice sull’estuario del fiume Rance, in Bretagna, con una potenza di 500 Megawatt!!! – quasi la potenza di 10 aerei –); L’ENERGIA GEOTERMICA. (La più grande centrale è a Larderello, in Toscana, e ha una potenza di 120 Megawatt!!!); L’ENERGIA EOLICA e L’ENERGIA DELLE BIOMASSE. In quest’ultima la materia organica, la biomassa, è ricca di energia chimica che può essere utilizzata per una moltitudine di impieghi che vanno dal ricavare calore per combustione di metano, al produrre alcol etilico.

E ULTIMA, MA NON PER IMPORTANZA…

L’energia solare ricavata attraverso pannelli fotovoltaici i quali trasformano direttamente la luce solare in energia elettrica tramite l’effetto fotovoltaico. Il principio di funzionamento si basa sulle proprietà che hanno alcuni materiali semiconduttori come il silicio; questo, convenientemente trattato, genera energia elettrica se colpito dai raggi solari. E trattandosi di dispositivi versatilissimi, la loro applicazione sui corrieri della logistica di Amazon, non può mancare… 

AH!! SOLO SE SAPESSIMO QUANTA ENERGIA POTREMMO RECUPERARE DAL DESERTO DEL SAHARA!!

Secondo il tedesco Gerhard Knies, esperto in fisica delle particelle, un’area di circa 28mila chilometri quadrati (estesa poco più della Sicilia), se ricoperta di pannelli solari potrebbe produrre energia sufficiente alle esigenze europee, riducendo, fra l’altro, la necessità del Vecchio Continente di importare petrolio e gas da altri Paesi. L’attenzione, già da molti anni, si è ovviamente concentrata sul deserto africano del Sahara: talmente esteso che, se fosse una nazione, sarebbe la quinta più̀ grande del mondo. Il deserto del Sahara potrebbe soddisfare oltre 7.000 volte il fabbisogno elettrico europeo, con una produzione equivalente a oltre 36 miliardi di barili di petrolio al giorno e con emissioni di carbonio ridotte quasi a ZERO!!!

Ma a questo punto, sorge una domanda inevitabile… “CONVIENE IN TERMINI DI GUADAGNO E DI ECO-SOSTENIBILITÀ LA PRODUZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI???

Per quanto la risposta apparente possa essere scontata, alcuni studi ci dimostrano che le fonti di energia (tra cui anche fonti “fossili”) sfruttate al momento della fabbricazione del pannello, si rigenererebbero in linea di massima in un lasso di tempo pari alla metà della vita lavorativa di un pannello e visto che in media un pannello dura circa 20-30 anni, per far sì che le fonti di energia sfruttate in principio si rigenerino, servirebbero 10-15 anni. Spaventoso, vero??

MA SIAMO NEL 2020 E RECUPERIAMO ANCORA ENERGIA GRAZIE A PROCESSI OBSOLETI?!?!

Energia dall’aria? –Telefonino scarico? Presto potrebbero essere solo un ricordo. Un team di ricercatori sta lavorando a un curioso progetto che nel giro di qualche anno potrebbe rivoluzionare le nostre abitudini di ricarica. Manos Tentzeris e i suoi collaboratori sono riusciti a mettere a punto un dispositivo elettronico che ricava l’energia necessaria al proprio funzionamento… dall’aria, o meglio, dalle emissioni elettromagnetiche di scarto delle varie antenne radio, TV, cellulari e Wi-Fi che ormai sorgono un po’ dappertutto.

Una scoperta ELETTRIZZANTE, nel pieno senso della parola…

Bruce Logan della Penn State University sta studiando il sistema utilizzato da alcuni microbi per produrre metano nelle paludi e nelle acque morte. Il ricercatore ha scoperto che alcuni microrganismi utilizzano corrente elettrica per scindere la CO2 in acqua e metano: si tratta di un processo elettrolitico che a quanto pare risulta particolarmente efficiente. Uno dei punti di forza di questo sistema è che non aumenta la quantità di CO2 complessiva: il metano, bruciando, rilascerà infatti lo stesso volume di anidride carbonica che si aveva in partenza, AVENDO COSÌ UNA PRODUZIONE DI CALORE COSTANTE CON UNA MINIMA QUANTITÀ DI CORRENTE ELETTRICA. Se oltretutto l’elettricità utilizzata provenisse da fonti rinnovabili come il Sole, l’intero ciclo avrebbe un impatto ambientale pari a zero.


D’Ambrosio Vincenzo

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